Primo volume della Trilogia dei Lungavista, L'Apprendista Assassino è l'inizio della storia di FitzChevalier; un High Fantasy a sfondo medievale e politico, un romanzo che mi sta ancora facendo pentire di averlo scoperto così tardi.
EDITORE: Fanucci
COLLANA: Narrativa Tascabile
PUBBLICAZIONE: 2016
VOTO: 4/5
TRAMA
Un’umanità di servi e signori abita un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, fra intrighi di corte e minacce di misteriosi pirati in grado di manipolare le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento. Tra questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un “bastardo” di stirpe reale, la cui sola consolazione è un magico e tenero legame con gli animali. Accolto a corte, Fitz dovrà apprendere l’uso delle armi e le regole dell’etichetta, ma il suo destino è legato all’abilità di uccidere nell’ombra.Diventare un assassino vuol dire intraprendere un mestiere crudele e solitario, e soprattutto scoprire i propri poteri, lascito del sangue dei Lungavista.
Le capacità narrative e stilistiche della Hobb sono indiscusse. Ha un modo di scrivere sublime, pieno di dettagli e un'attenta introspezione dei personaggi, ma per nulla pesante, anzi, scorrevolissimo.
La narrazione in prima persona è ben fatta, e utile allo scopo: narrare la vita di Fitz, nei suoi piú importanti dettagli.
Si può reputare un romanzo di formazione; la crescita esteriore ed interiore di Fitz avviene assieme agli eventi, e agli incontri, belli o brutti che siano, che costellano la sua infanzia, e le sue scelte sono assolutamente verosimili; cosí come il mondo che lo circonda, piú simile a quello di un romanzo epico medievale, con quel pizzico di magia dato dall’Arte(il potere di comunicare a distanza i propri pensieri, confondere le menti altrui e di connettersi con altri possessori della magia dei Lungavista) e dallo Spirito(la particolare capacità di creare un legame con gli animali, e di percepire gli stati d’animo e la presenza di chi sta intorno), che non intacca assolutamente il realismo delle situazioni e della trama fortemente politica.
Il personaggio di Fitz è bellissimo, realistico e con tantissimo margine di crescita, e vederlo diventare un giovane regazzo è un piacere. I suoi dubbi diventano quelli di chi legge, la sua umanità e le sue scelte commuovono e portano a chiedersi: “Cosa avrei fatto io?”
Le vicende, pur non essendo piene d'azione, tengono alta l'attenzione, soprattutto dal momento in cui fanno la comparsa le Navi Rosse e i Forgiati, antagonisti misteriosi di cui si sa poco e niente, ma che riempono i discorsi e i pensieri di Fitz e del Re-in-Attesa Veritas, e quindi anche i nostri, soprattutto grazie a questa nebbia che aleggia su di loro(fanno ansia, molta ansia)
Questo romanzo non è il migliore della trilogia, che sto ancora leggendo, ma è un'inizio eccellente, dove i personaggi principali, che sono molti, vengono tutti introdotti pian piano, dimostrandosi interessanti tanto quanto Fitz.
L’unico problema di questo romanzo è che dura troppo poco; ma non c’è da disperare, perchè la vita di Fitz nel regno dei Sei Ducati è solamente appena iniziata, e attende di essere scoperta nei successivi romanzi di questa fantastica autrice, che consiglio a ogni amante del Fantasy che non abbia ancora avuto l’occasione di leggere uno dei suoi romanzi, tra tutti L’Apprendista Assassino e quindi la Trilogia dei Lungavista, splendido inizio per conoscere i suoi lavori, e bellissimo modo di addentrarsi in un mondo da cui esiterete a separarvi.
Voi avete già fatto conoscenza con Fitz e i Sei Ducati?
Alla prossima, Readers
Sirien

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